<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189</id><updated>2011-07-08T06:01:53.571+02:00</updated><category term='lavoro'/><category term='nostalgia'/><category term='primavera'/><category term='letteratura'/><category term='anni 90'/><category term='liriche'/><category term='città'/><category term='Musica'/><category term='racconti'/><category term='stampa'/><category term='Televisione'/><category term='società'/><category term='potere d&apos;acquisto'/><title type='text'>Tacqui - No</title><subtitle type='html'>silenzi su carta</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>26</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-9013464995640511131</id><published>2009-09-04T03:18:00.000+02:00</published><updated>2009-09-04T03:19:42.202+02:00</updated><title type='text'>La ragazza perfetta</title><content type='html'>&lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm }  --&gt;  &lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Prossima fermata: Ponti Romani.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Lo annuncia quella voce insipida, monocorde e fredda. Non un difetto di pronuncia, non un'alterazione, non un piccolo indizio per capire se nasale o che altro. Una voce e basta. E io detesto che il muro sonoro che gli auricolari proiettano direttamente nei miei timpani venga sfondato da qualsiasi cosa. Figuriamoci da una voce così idealizzata da sembrare inesistente.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Che poi, io Padova la conosco bene. So quando e dove dovrò scendere da questo tram. Riconosco ciò che sto vedendo dai finestrini. Non ho bisogno che mi venga detto. Non ho bisogno di nessuno in tram, eppure mi piace osservare chi condivide il viaggio con me.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Lo ammetto, quando più di un lustro fa hanno cominciato a sventrare le strade che fino a quel momento affrontavo solo in bicicletta e in autobus, pensavo che fosse completamente inutile. Ma quante cose dovevo ancora vedere all'epoca: Londra, Parigi, Amsterdam, le stazioni delle metropolitane, dove ogni treno perso è un'occasione sfuggita ma anche una che si presenterà in breve; le fermate dove la gente, appunto, finalmente, si ferma. E aspetta. La malattia della metropoli sembra non avere speranze su di me, sono io ad andarla a cercare invece che fuggirne.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Questo tram che taglia da nord a sud Padova, solcando quelle piccole nuove isolette dove la gente sale e scende, per un po' mi danno l'illusione di trovarmi lì, in una grande, grandissima città, dove nessun luogo è mai deserto ma si è comunque e sempre più irrimediabilmente soli.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ai Ponti Romani tantissima gente scende e altrettanta ne sale. Il mio viaggio anche oggi è finito, il mio biglietto si può buttare, ora è il momento di camminare.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Appoggio il piede sulla banchina. Destra o sinistra? E' uguale, entrambe le direzioni mi portano a destinazione. Guardo a sinistra e il mio passo sicuro e distratto si interrompe. Vedo dei capelli lunghi, lisci, castani scuri come nessuna tinta potrebbe, che si disperdono piangendo su una schiena straordinaria; mi fermo a guardarla come un astronomo guarda la superficie lunare, con le sue dolcezze e le sue asperità. La più dolce di tutte è il culo. Rotondo, tendente verso di me, e poi ciò che è dietro di me, e poi l'infinito, e poi oltre, mentre due gambe autorevoli si fanno carico di sostenere questa meraviglia. A destra penzola una borsa di simil pelle nera, con fare annoiato e stanco come solo un finire di estate torrida può fare. Simmetricamente a sinistra, all'altezza dell'orecchio un braccio filiforme e dorato sostiene un cellulare.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Impiego solo pochi centesimi di secondo a rendermi conto di essere di fronte a una delle creature femminili più attraenti che abbia mai incontrato; e non ho visto che le spalle. Mi avvicino, fingendomi ancora distratto. Inizio a roteare la testa per guardarmi intorno, ma non è che un diversivo; cerco il suo viso, cerco i suoi occhi, perché no le sue tette. Piano piano le spalle si trasformano in tre quarti, e poi in un profilo, in una sorta di fase lunare in cui il suo viso piano piano mi si svela. Sarebbe un classico la delusione, un viso violentato dal tempo, la sfortuna, l'acne, la natura o chi per lei. E invece no. E' tutto come nei film. E' bellissima. La schiena non era che l'anticamera di una splendida stanzetta.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Era ferma, e in silenzio, mentre io ancora assordato dai miei auricolari, dopo averla raggiunta e affiancata perfettamente, caduto ogni stratagemma per sembrare discreto, cominciavo inesorabilmente a superarla e allontanarmi da lei. Con il cuore in rivolta, per aver ancora una volta accettato il fatto di poterla solo fantasticare una creatura simile al mio fianco. Crudele schifoso mondo di caste. Ingiustizia di un mondo al quale sono inadeguato. Guardare e non toccare.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;All'improvviso, quando siamo praticamente faccia a faccia una soffocante e acida zaffata mi annebbia le vie respiratorie. Merda. No peggio, qualcosa di...sì, decisamente...devastante.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Pesce.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;E' pesce cazzo.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Questa grandissima gnocca puzza di pesce morto.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ecco che il film finisce, la pellicola si inceppa, il disco si incanta, il libro si strappa. La perfezione non esiste, ridacchio ringalluzzito fra me e me. Non la posso avere io, non la può avere nessuno. Non ce l'ha nemmeno lei. Mi allontano con il cuore più leggero, girando per sempre lo sguardo dal suo e proseguendo sui miei passi mentre il tram dal quale sono sceso mi sfreccia accanto.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Lì, dove la ragazza non c'è più, delle grandi porte verdi si chiudono. Il carico di pesce è entrato tutto, il supermercato che da sulla piazzetta nella via parallela anche oggi lo venderà tutto entro le sette.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Io riprendo il mio consueto passo spedito preferendo pensare di aver vinto la mia piccola partita quotidiana contro l'inadeguatezza.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-9013464995640511131?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/9013464995640511131/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/09/la-ragazza-perfetta.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/9013464995640511131'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/9013464995640511131'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/09/la-ragazza-perfetta.html' title='La ragazza perfetta'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-8148617610494482109</id><published>2009-07-25T03:06:00.000+02:00</published><updated>2009-07-25T03:08:30.482+02:00</updated><title type='text'>Ascoltami</title><content type='html'>La prima cosa che vidi fu il pollice in su. Com'è giusto che sia. Estrema appendice di un braccio teso e sporto, perfettamente perpendicolare al corpo eretto dal bordo del marciapiede. Un viso piuttosto sofferente, non saprei dire se assonnato o sfatto; ai piedi uno zaino di quelli da campeggio, che coprono tutta la schiena con i rotoli di materassino infilati sopra. L'immagine fu breve e fugace, scivolò via proiettandosi velocissima sul mio parabrezza per poi scomparire d'improvviso alle mie spalle.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dovevo fermarmi?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Autostoppista vicino al cavalcavia della stazione, pressappoco la mia età, forse qualche anno in più. Pochi minuti alle due di notte, una città deserta, pur se in centro, pur se di venerdì sera. E' estate in fondo.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Non proprio deserta. Al semaforo mi ero affiancato a una piccola utilitaria, con dentro due ragazzi facilmente etichettabili come fattoni: allargatore all'orecchio, canotta Nba, capelli cortissimi, fumo imperante nell'abitacolo. E un pastore tedesco. Sui sedili di dietro, che mi aveva fissato con occhi gelidi.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Avevo ricambiato. Un po' vigliaccamente, con aria di sfida, tanto ero chiuso nel mio di abitacolo, con la mia musica. Alla peggio l'avrei visto abbaiare furioso con ben due finestrini a separarci. Ma non c'era stato tempo, il verde era arrivato quasi inaspettato, e tranquillamente, senza troppa foga, ero ripartito. Forse troppo lentamente, è che non mi andava che per caso pensassero stessi gareggiando inutilmente con loro. Odio chi lo fa, lo trovo presupponente e addirittura ridicolo, in strade come quelle arcellane. Voglio fugare da me ogni dubbio, talvolta vorrei perfino che pensassero “Toh, che bello. Finalmente uno che non fa il cretino per strada”, ma so che un pensiero del genere verso un estraneo è più unico che raro.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;E' stata una fortuna però, che partissi lentamente. O non avrei visto l'autostoppista.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Che sorpresa, non mi capita spesso. La serata era stata abbastanza divertente e alcolica da far sì che una visione così insignificante e inutile facesse viaggiare la mia fantasia. E se mi fermassi? Ero quasi sceso dal cavalcavia ormai, ma la faccia della ragazza era stampata nella mia mente.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sofferente sì. Probabilmente era lì da molto, e aveva davvero bisogno di un passaggio. Faticavo a leggere malizia in quegli zigomi inarcati. Una con una espressione del genere non può certo fare del male.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Oppure fa anche questo parte del diabolico piano criminale? Mi stampo in faccia un'espressione che scalfisca i pii animi degli automobilisti, saranno prede più facili. Meglio non fidarsi.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Mi giro? Che disdetta, troppo difficile in quella strada. E poi significherebbe rifare il cavalcavia, avanzare altri 300 metri e rifare il semaforo. Troppo forse, per un gesto di cortesia magari pure nefasto.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quello zaino però. Che ne so, i criminali usano portarsi dietro lo zaino? E' tutta una recita così congegnata? Ci sono criminali che lo sono diventati proprio perchè troppo intelligenti per restare onesti. Non voglio scoprirlo a mie spese. Mi rimetto a ricordare con sforzo gli orari dei treni della stazione di Padova, per quelle poche volte che li ho presi nella mia ormai lunga vita.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sì, effettivamente il traffico delle fermate, a meno di eccezioni, termina proprio verso le due. Quella ragazza era scesa dal treno, doveva andare chissàdove, ed ha deciso di affidarsi alla buona fede della gente. Sbagliando.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Che zona di merda è la stazione. Una ragazza come lei sarebbe stata facile preda di una rapina, o alla meglio testimone scomoda di scene scomode. E' la vittima o il carnefice, continuavo a chiedermi dopo ormai tre semafori da quel fugace incontro.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ciao, dove vai? Io sono Marco comunque, piacere. Tranquilla, non ho cattive intenzioni, e come vedi non ho certo un aspetto minaccioso, voglio veramente portarti dove vuoi che ti si porti. Sembravi così affranta, su quel marciapiede. Sai, io suono. Amo la musica, ascoltarla e ancor più suonarla. Sono un batterista, perlomeno ci provo, ma ho anche un ego talmente grande che mi obbliga a essere cantante e chitarrista di un'altra band che ho fondato. La batteria è fantastica, ma starmene dietro e lontano dagli occhi del pubblico è un prurito che non riesco a ignorare. Mi piace anche scrivere, è una cosa che va un po' di pari passo con lo scrivere canzoni per certi versi. Per altri proprio no. Tu hai un ragazzo? Scusa se sono indiscreto, in effetti io non ne ho una da molto tempo, e non ho ancora capito se sono spaventato dall'idea o se semplicemente non mi va di averla  per adesso. Non fraintendermi, non è che io sia triste, e nemmeno che stia ancora pagando i postumi di altre storie finite. Perchè ne ho avute sai, comehaidettochetichiami?, e ci sono stato anche bene sai. Però alcune cose le ho sbagliate. Ero uno di quelli che pensava di poter rimanere in buoni, ottimi rapporti con le sue ex ragazze, ma evidentemente avevo una considerazione esagerata di me. Te ne accorgi troppo tardi. C'è poco da fare. Una te la fa pagare veramente solo se non perdona. Mai. E infatti sto ancora aspettando, ma ormai le speranze si consumano. Ma che ci fai a Padova? Magari sei qui proprio per dimenticare una storia finita male e io ti sto annoiando con storie che non ti interessano, sì in effetti perdonami sai, sarà la birra in più o il fatto che è la prima volta che porto un autostoppista. Effettivamente è una bella cosa, si fan due chiacchiere. A proposito, come si scrive chiacchiere? Con la “i” o senza? A me vien sempre da metterla, pur studiando lettere non mi sono mai tolto questo dubbio. Tu che fai? Studi? E' bello sai, io finite le superiori non avrei più voluto vederlo un libro, poi ho scoperto quanto sia bello. Piano piano, così. Ecco, l'unica cosa che penso di non aver sbagliato è l'università, sono veramente contento e soddisfatto della mia scelta. Ho visto tanti amici perdersi per strada e proprio non riesco a calarmi nei loro panni. Per me è stato così facile e automatico, nemmeno un ripensamento. L'ho scelta quasi alla leggera.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Oh, guarda, siamo già arrivati, ecco casa mia. Ah ma poi, dove volevi che ti portassi?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Scendo, chiudo la portiera, il giardino è silenzioso come sempre, e come sempre il rumore dei miei passi si nasconde sotto a quello che mi canticchio nella testa, come se non avessi mai spento l'autoradio. La luce della terrazza è già spenta. La ragazza è rimasta sul marciapiede del cavalcavia vicino alla stazione, e non mi ha ascoltato. Guardo il telefono: nessun messaggio, nessuna chiamata.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Premo “Crea Nuovo Messaggio”: -Mi ha fatto piacere parlare con te, sembrava di conoscerti da anni. Buonanotte. -&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;A sinistra “Invia”. A destra “Annulla”. Premo a destra.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Salvare in Bozze?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Sì”.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-8148617610494482109?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/8148617610494482109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/07/ascoltami.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/8148617610494482109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/8148617610494482109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/07/ascoltami.html' title='Ascoltami'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-4904023524380231800</id><published>2009-06-23T01:34:00.000+02:00</published><updated>2009-06-23T01:35:20.851+02:00</updated><title type='text'>Help</title><content type='html'>Tv americana. Guardatelo tutto. Per piacere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/oFJXWQm3XDA&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/oFJXWQm3XDA&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-4904023524380231800?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/4904023524380231800/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/06/help.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/4904023524380231800'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/4904023524380231800'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/06/help.html' title='Help'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-6078285739320171695</id><published>2009-06-16T04:20:00.001+02:00</published><updated>2009-06-16T04:21:30.370+02:00</updated><title type='text'>Andiamo a Berlino, Beppe!</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Che perversi. Novanta minuti, zero a zero. Nessun segno di vita.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il festival estivo al parcheggio dello stadio, che ogni sera trabocca di colonie di alternativi e giovani annoiati, stasera si è raccolto sotto quel tendone bianco, e negli intervalli s'annebbia di sigarette. Qualcuno ne approfitta per sgranchirsi le gambe, prendersi una birra o una crepe ai baracchini lì intorno. Chi vende magliette cool, abbigliamento etnico, orecchini o pipette artigianali avrebbe fatto meglio a chiudere bottega e stare a casa, stasera. Stasera.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Se ci si allontana, bisogna lasciare uno o due amici a presidiare le panche, che non si sa mai che al ritorno bisogna vedersi i supplementari in piedi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Che perversi. Sempre soffrire bisogna, per questa nazionale. Mai una vittoria schiacciante. Mai un atto di forza, un diktat rasoterra.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La febbre dei mondiali contagia anche le donne, sono parecchie sotto a quel tendone, alcune addirittura con un tricolore sulle guance. Io il mio tricolore me lo sto mangiando avidamente, approfitto della pubblicità per affondare la faccia sull'anguria sputando qua e là i semini, perchè ai supplementari mica si potrà tenere la testa bassa; quando una di queste tifose quadriennali mi si siede accanto. “Avresti una cicca?”. No cazzo, non ce le ho le cicche, ho girato una decina di bar in sella alla mia bici nella speranza che vendessero anche sigarette. Che idiozia fidarmi dei distributori la sera della semifinale. Che idiozia fumare senza controllo fra mattina e pomeriggio.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;E dire che la prima della giornata è stata, e resterà, la sigaretta più buona della mia vita.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Va bene Marco, puoi andare, avevano detto tutti e sei, con un sorriso di ceramica e la fronte squagliata. Io mi alzavo, jeans e maglietta rossa, con un quadrato bianco al centro del petto e una scritta in nero &lt;i&gt;I don't want to miss you&lt;/i&gt;. Voltavo loro le spalle per sempre ma non me ne accorgevo, non ancora. Passi automatici, lungo tutto il corridoio dell'aula magna di un liceo che per la prima volta, dopo cinque anni, mi aveva chiuso dentro con l'estate fuori. Camminavo, raggiungevo la porta. Risucchiavo la fiamma per dare vita alla sigaretta, la staccavo dalla bocca e puff. Fumo dappertutto. Il mio primo tiro maturo. Chi non fuma non può capire cosa vedi uscire dalla bocca insieme al fumo, il giorno in cui finisci le superiori. &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Offro una fetta d'anguria alla ragazza. Carina, ma mi pare di averla vista con uno. Adesso si sta prendendo un toast, o forse è in cerca di una sigaretta anche lui. Accetta volentieri. Sono l'unico genio che ha pensato a portarsi un'anguria. Tutti attorno a me sbavano, quando lo schermo non trasmette la partita, ovviamente. Nel frattempo torna Carlo con la sua birra e riprende il suo posto accanto a me. “Alla fine quell'Odonkor non ha fatto un cazzo; speriamo che non si svegli ai supplementari”. Effettivamente il telecronista, Caressa, ha un po' esagerato nel descriverlo quando è entrato in campo a un quarto d'ora dal novantesimo. Attenzione perchè questo è velocissimo, aveva detto. Carlo ridacchia e fa per portarsi la birra alla bocca quando non si sa come, e a tutti almeno una volta è successo ma nessuno mai sa come, nessuno sa spiegarlo, il suo pollice e il suo indice a calamita scivolano sul bicchiere di plastica, lo perdono, il bicchiere si piega al peso della birra, si tuffa orrizzontalmente, impatta sull'asfalto e innaffia i piedi di chi ci sta davanti. Scoppio a ridere, le bestemmie di Carlo peggiorano le cose, mentre a terra rimane solo una schiuma bianca simile al mare sporco appena passato sul bagnasciuga. Quante bestemmie. Gliene sentii tirare di più forse solo il giorno della prima prova, quando, chiamato a estrarre la lettera da cui sarebbero cominciati gli orali, si condannò a uno studio disperato estraendo proprio quella del suo cognome. Bestemmiò tanto. E lo feci anch'io. La mia “V” era piuttosto lontana dalla sua “B”. Ebbi la conferma di quello che temevo di più dalla prof di Astronomia. “Seguendo il calendario dovresti essere il 4 luglio”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Parto il quattro luglio, mi aveva detto Claudia. I miei mi portano con loro ad Ancona, sto via tre settimane. Era piuttosto turbata quel giorno, le avevo appena chiesto scusa strisciando, per essere schizzato ancora. Mi succedeva spesso, in quel periodo prima degli esami, nella cieca speranza che lei potesse risolvermi problemi che non conosceva, e che io forse ingigantivo. Mi aveva detto che partiva quasi come se non le dispiacesse affatto partire. Volevo che fosse triste, che mi facesse quelle stupide raccomandazioni che si fanno, come “&lt;i&gt;fai il bravo finchè sono via, eh&lt;/i&gt;?”; invece era immobile, ma non tesa. Ero appena tornato sui miei passi per uno schizzo, non potevo schizzare ancora, dunque avevo lasciato correre. Appena la prof mi disse quella data, mi convinsi dell'esistenza di Dio e della malvagità. Niente appassionati &lt;i&gt;arrivederci amore; &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;io al mio orale, tu in macchina con gli auricolari e lo sguardo sulla linea della carreggiata. Saresti tornata a estate praticamente già finita. Almeno per te. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Carlo abbandona la birra, comprarne un'altra è ormai un suicidio, Italia e Germania sono già in campo, stanche e tese. L'anguria nello stomaco mi accende la voglia di nicotina, ma non ce le ho le sigarette, cazzo, mentre la ragazza sta finendo quella che è riuscita a scroccare non so dove. Gli azzurri centellinano, come al solito, i crucchi da bravi guerrafondai studiano la situazione per colpire. I supplementari per noi sono sempre una mezzora di Caporetto; lo insegna la storia recente. O teniamo duro fino ai rigori dove mostriamo tutta la nostra emotività, e che speranze abbiamo contro i freddi calcolatori tedeschi? Oppure ci facciamo fregare, ci sfondano le linee e ciao, un gol basta a condannarci. Giocano pure in casa, i bastardi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Piovono gli insulti su Mertesacker, il terzino, ma effettivamente se un giorno inventassi la torta alla merda e dovessi darle un nome la chiamerei così. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Sulle ultime battute del primo supplementare mi ripongo la domanda che sistematicamente mi sono posto contro la Romania, e prima l'Australia, e la Repubblica Ceca, gli Stati Uniti e il Ghana. Chi cazzo è Fabio Grosso? E perchè indossa quella maglia?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Ho smesso di seguire il calcio nel 2002, dopo i vergognosi mondiali coreani, e quando la scuola ha cominciato a assorbirmi un po' di più del compitino. I volti sono cambiati, i nomi sulle maglie anche, e se pure so bene di sbagliarmi, mi sorprendo di non vedere in campo Baggio, Signori, Zola, Fiore, Pagliuca, insomma cazzo, quelli che conosco. Chi cazzo è Fabio Grosso? Dove gioca?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Che perversi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;E masochisti per giunta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Mi sento un po' anche io tifoso quadriennale. Ma che importa. A qualcosa dovrò pur pensare no, in questo maledetto quattro luglio di merda.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Correvo come un pazzo, forse non avevo nemmeno chiuso la chiamata del telefono di casa. Avevo fretta, dovevo farmi perdonare, ero schizzato di nuovo, e stavolta non avevo scuse: gli esami erano finiti due ore fa. Legavo la bici a un cancello mentre la salutavo gioiosamente col sorriso: dovevo mostrarmi sereno e allegro, dovevo farle vedere che non ero più turbato e che anzi, me ne vergognavo. Rispondeva con un grugno, gli occhi fissi su qualcosa oltre a me, dietro di me, forse un albero immobile, o un cartello stradale, o il chiosco dell'edicola in fondo. Insomma qualunque cosa fosse non interessava per niente a Claudia, ma era sempre meglio che guardare uno schizofrenico. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;E' fantastico che partiate il pomeriggio e non siate partiti la mattina, così possiamo stare un po' insieme, anche se poco, ma insomma, l'importante è che siamo qui, e che io abbia finito. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Guardava altrove. Impassibile. La baciavo, si toglieva dopo pochi secondi, come se dovesse prendere aria. Smontava pezzo per pezzo la mia commedia della coppia felice, ma io non cedevo, fermo nel proposito di doverle dimostrare che ero cambiato, e che erano gli esami il mio problema, non la gelosia, non l'incapacità di fidarmi di lei. La baciavo, la accompagnavo in negozi di sapone, di calze, tabaccherie, lungo strade trafficate sotto il sole battente a ora di pranzo, poi fino a casa, sempre baciandola, accarezzandola, riservandole sguardi quasi in pena, mentre lei con perizia scientifica mi spiegava che non mi amava più.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Tutto in un attimo. L'area della Germania folta di giocatori, Pirlo ha la palla, non sa che farsene, la lascia a Grosso, sì, chi cazzo è quello, e lui, quasi come scottasse, la scaraventa verso la porta. Ed entra. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Gaaaaaaaaaaaal urla Caressa violentando la o e la sua voce. Non lo sentiamo, stiamo urlando più forte. Siamo in migliaia e stiamo tutti urlando, perchè va fatto, perchè forse siamo felici davvero, che quella maledetta palla sia entrata, anche se a noi non viene in tasca nulla. Davanti si sono alzati in piedi sulla panca, non vedo più niente, dribblo lo sguardo attraverso le braccia che mi strappano lo schermo come rami morti. Grosso sta correndo, scuote la testa come impazzito, è di spalle e mostra come un diadema il suo numero tre dorato sulla schiena. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Mi dava le spalle, con la sua maglia azzurra, si allontanava. Continuavo a guardare, sperando che si girasse, che mi guardasse, che avesse un po' di cuore, mi svegliasse e mi dicesse che era tutto finto e non stava succedendo. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Ma non si girava, scompariva dietro al suo cancello.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Soffriamo ancora.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Come dei pivelli ci chiudiamo, facciamo barricata, manca solo un minuto. Teste di cazzo che siamo, non impareremo mai.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Tutto in un attimo, di nuovo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Caressa urla il nome del capitano, in riverenza sua, e della castagna che ha appena tolto dal fuoco. E che finisce tra i piedi di Gilardino. Che è uno contro uno. Aspetta, cede a Del Piero. Del Piero calcia. La palla prende vita, descrive un arco, si infila sotto. Ancora urla, salti, sberle, insulti, muscoli della faccia tesi in una smorfia rugosa, tonsille bastonate.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;E' davvero finita adesso. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Due a zero.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Andiamo a Berlino, Beppe! Andiamo a Berlino! Andiamo a Berlino! Andiamo a Berlino!” Caressa lo ripete dieci, venti, cento volte. Usciamo correndo dal tendone, continuamo la corsa per tutto il festival, corriamo in cerchio, sventoliamo le bandiere, urliamo cose senza senso, siamo felici. Siamo tutti felici. Due a zero. “Andiamo a Berlino, Beppe!”. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Le bancarelle tornano a popolarsi, questa sera in ritardo. Si sentono postumi di urla, risate a non finire, qualche coro restio a spegnersi, luci sparse sull'enorme parcheggio dello stadio sovrastato da una collina d'erba. Carlo, ancora sudato e pitturato di bianco, rosso e verde, sale sulla moto, fa per infilarsi il casco. “Beh io vado, a domani. Ah, mi raccomando” mi sorride, battendo una mano sulla mia spalla. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Che farai?” mi dice.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Abbasso gli occhi, mi mordo il labbro: “Beh” gli confesso “io...vado a Berlino”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Non dice nulla. Sorride di nuovo. Sorrido anch'io. Un po' amaramente. Sgasa, sgomma, e scompare in fondo alla strada.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Palla al centro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/g7_2qI-VQYM&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/g7_2qI-VQYM&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-6078285739320171695?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/6078285739320171695/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/06/andiamo-berlino-beppe.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/6078285739320171695'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/6078285739320171695'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/06/andiamo-berlino-beppe.html' title='Andiamo a Berlino, Beppe!'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-3575424264428776735</id><published>2009-06-10T20:13:00.001+02:00</published><updated>2009-06-10T20:14:58.720+02:00</updated><title type='text'>Su Del Giudice</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.affaritaliani.it/static/upl/del/del_giudice_orizzonte_200_anticip.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 319px;" src="http://www.affaritaliani.it/static/upl/del/del_giudice_orizzonte_200_anticip.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono davvero spiacente di non essere riuscito ad arrivare alla fine di Orizzonte Mobile.&lt;br /&gt;Perchè non finire un libro è sempre una scommessa persa, tantopiù se apprezzi la scrittura. Temo si&lt;br /&gt;tratti di un mio problema con i luoghi. Con la natura, la Terra, l'uomo.&lt;br /&gt;Sono fatalmente attratto dal Dove. La metropoli ingorda, la campagna che sussurra, il mare rugoso,&lt;br /&gt;la montagna immobile, le casette inglesi tutte-uguali-tutte, gli edifici schiacciati di Amsterdam, la&lt;br /&gt;maestosità quasi nauseante dei palazzi parigini, le spiagge di sassolini che ripagano la perdita del&lt;br /&gt;soffice sotto i piedi con la pulizia e il candore diffuso, la nebbia squagliata dagli alberi morti, le&lt;br /&gt;foglie rosse che rivestono come un tappeto i vialetti. Ogni angolo del mondo meriterebbe una&lt;br /&gt;fotografia, un appunto sul taccuino, un pensiero, un segno equivocabile del fatto che c'eri, che hai&lt;br /&gt;visto, e proprio così come gli occhi hanno immortalato la prima visione, così vorresti ricordarti di&lt;br /&gt;quell'angolo.&lt;br /&gt;Molte cose mi tengono a Padova e mi limitano i viaggi. Si chiamano sogni. Forse un giorno si&lt;br /&gt;chiameranno illusioni. Il Cile, l'Argentina, il Polo Sud, sono scenari che mi farebbero perdutamente&lt;br /&gt;innamorare. Ma in un giorno che non è oggi. Un giorno in cui sarò pronto all'estremo, a&lt;br /&gt;comprendere la sofferenza del pinguino vedendola coi miei occhi, un giorno in cui potrò perdermi&lt;br /&gt;fra i racconti di chi l'ha visto prima di me e poter sovrapporre i suoi ricordi ai miei, un giorno in cui&lt;br /&gt;il ghiaccio mi potrà parlare come ha parlato a Del Giudice, e come io non ho potuto ascoltare e&lt;br /&gt;capire. Perdendo una scommessa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-3575424264428776735?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/3575424264428776735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/06/su-del-giudice.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/3575424264428776735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/3575424264428776735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/06/su-del-giudice.html' title='Su Del Giudice'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-2166700405398641707</id><published>2009-05-31T15:10:00.000+02:00</published><updated>2009-05-31T15:11:03.640+02:00</updated><title type='text'>e due :D</title><content type='html'>http://www.upstartblogger.com/free-mac-book-air-and-five-free-iphones&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-2166700405398641707?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/2166700405398641707/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/05/e-due-d.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/2166700405398641707'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/2166700405398641707'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/05/e-due-d.html' title='e due :D'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-6392340743100492019</id><published>2009-05-20T00:58:00.000+02:00</published><updated>2009-05-20T01:00:21.750+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><title type='text'>La radiazione di fondo di 3 kelvin</title><content type='html'>A maggio succede quello che succede a ogni maggio. Ma a differenza di novembre, aprile, gennaio, ogni maggio sembra il primo. Come se ce lo dimenticassimo il mare, il parco, il sudore sulla pelle per quattro passi, le sere in maglietta. A maggio scopriamo che c'è il mondo fuori dalle case e dai cappotti e ci sembra come se iniziasse una lunga, lunghissima stagione, e ripetendoci che non c'è pertanto alcuna fretta di viverla, la lasciamo scorrere per rimpiangerla e poi dimenticarla. Fino a maggio.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;A maggio ricompare anche quel rumore del cazzo. A volte temo che si senta solo dalla mia terrazza, ma sicuramente mi sbaglio. Forse anzi, nella mia terrazza ci vado solo quando tutto è così spento e addormentato che l'aria stagnante permette a quel rumore del cazzo di propagarsi per sembrare allo stesso tempo vicino e lontano, ma in ogni caso disperatamente immobile.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il mio appartamento è parte di un palazzo, che assieme ad altri tre è parte di un condominio, che assieme ad altri forma il comune dormitorio alle porte di Padova dove mi sono trasferito nel 1990. E' il tipico paesino cresciuto come i funghi crescono attorno al sentiero calpestato. La chiesa, un campanile esagerato con un fosco passato, tre panifici, cinque gioiellerie (perchè quelle non devono mancare), un fotografo con un piccolo scaffale di dischi (pochi e brutti), un enorme atelier di arredamento ricavato da un parallelepipedo verde, due scuole, due bar, una gelateria, due tabaccai dove per diciassette anni della mia vita ho solo comperato biglietti dell'autobus, unico veicolo verso qualcosa di più popolato. Più in là, le campagne; la nebbia; il gap di qualche decennio nel giro di una manciata di chilometri.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L'autobus arancione n°19 passa la gelateria, si infila in una strada in discesa, va al buio e rispunta 20 metri dopo, da una salita. E' il sottopasso, il punto dove la strada principale del paese incrocia la ferrovia. La ferrovia, due binari che passeggiano senza potersi guardare fino a una stazione ufficialmente funzionante, ma di fatto abbandonata. Uno sportello sempre chiuso, come una dissuasione al viaggio, perchè “la tua vita è qui, e qui resterà”. E se proprio si deve, ci pensa una voce elettronica a stamparci il lasciapassare per altri lidi. Due soltanto. Padova e Venezia. Ci pensino loro a dirottarti altrove. Noi ciò che volevamo dirti l'abbiamo detto.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;I binari morti resuscitano solo quattro o cinque volte al giorno. Una volta perso il treno, il vagone scompare dietro a un incombente orizzonte, e torna a regnare il silenzio. Lì.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Perchè il fischio, il cigolio sui binari, l'aria ferita dai vagoni si impastano e si amalgamano, salgono e rimangono in attesa di riscendere, e tornare a pervadere la visione sul mio giardino, che guarda proprio a quella ferrovia resa invisibile da mezzo chilometro di vite altrui.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;A maggio i rumori si scongelano, le finestre nelle sere estive restano aperte e attendono pazienti il destino del paese dormitorio, ovvero il sonno.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ma io no. Io lo aspetto. A volte dopo una serata passata in un luogo dove il pensiero del rumore del cazzo non mi sfiora, né potrebbe d'altronde, perchè impercettibile in quel vociare.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il rumore del cazzo non sa che disobbedisco; che lo ascolto ogni sera da maggio; che il mio sonno non arriva mai prima di lui. Ma non si deve preoccupare.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Vorrei raggiungerlo, catturarlo, amplificarlo, scomporlo, capirlo – oh quanto lo vorrei. Mi basterebbe anche solo sapere che non è la mia immaginazione, che esiste davvero. Gli chiederei perchè si sente solo a maggio, e probabilmente mi risponderebbe che prima fa troppo freddo per uscire la sera e io abbasserei gli occhi deluso, come qualcuno che spera di mettere in imbarazzo qualcuno con una domanda e riceve una risposta che non ammette repliche. Non mi rimarrebbe che pensare, risentito e offeso, che sì, è proprio un rumore del cazzo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Se tendo l'orecchio, quando la notte sono in terrazza a sua insaputa, e tutti dormono, non riesco a stabilire se sia più netto e percepibile a ovest, più acuto a est, più debole a nord. Attraversa uniforme il paesaggio, come fa la nebbia quando fa freddo, e la mia terrazza è un cimitero di arbusti. No l'inverno non è stagione da rumori del cazzo, da sigarette notturne sul terrazzo. Niente riflessioni profonde, niente brividi di anni passati a riunire le fila di una infanzia che poi è diventata adolescenza e che forse sta già diventando altro sempre con quel rumore del cazzo ad accompagnare i pensieri, sempre sopra a quella terrazza, sempre con gli occhi sul giardino illuminato.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Lo senti tu il rumore del treno e della strada, il rumore della notte, il rumore delle sere calde? vorrei chiedere a Michele, il bambino grasso che abita al quinto piano della strada vicino al cimitero (si c'è anche quello nel mio paese). E' stata sufficiente la prima ora del primo giorno della prima elementare a scoprire il piacere di ridere con qualcuno che non fosse mio fratello o uno dei miei irraggiungibili amichetti dell'asilo del centro; Michele disse talmente tante stupidaggini, e io altrettante, che le nostre risate furono stroncate soltanto dal divieto di fare merenda da parte della maestra Gabriella. Una punizione il primo giorno di scuola. Un inizio di carriera bruciante direi. Ma Michele avrebbe potuto dirmi a memoria la formazione del Milan di tutti gli anni di presidenza di Berlusconi, descrivermi in ogni dettaglio uno scooter visto parcheggiato davanti al patronato, avrebbe potuto spiegarmi come tirare più forte a biliardino ma no, mi avrebbe risposto che non lo sente quel rumore. O forse fingerebbe di averlo sentito, per non essere inferiore a me, ma non impiegherei molto a capirlo.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Nello spogliatoio della squadra volano sempre bestemmie, urla, schioppi di tacchetti sulle piastrelle, ci sono pochi posti meno silenziosi di quello. Come potrei mai chiedere ai ragazzi brufolosi e ancora poco sviluppati, in confronto a quelle grandi tope delle nostre compagne di classe che escono coi ventenni, se loro lo sentono la notte quel rumore che a maggio tiene compagnia alle luci spente nelle stanze? Probabilmente in quella confusione non si sentirebbe nemmeno la mia domanda. Forse la sentirebbe solo lui, lo zimbello. Quello che tace sempre, che corre in quella maniera ridicola, e che non ha mai visto una ragazza in vita sua. Ma se pure lui la sentisse, non potrei mica farmi vedere dagli amici che parlo con lui. E se, - ahimè, e se? - mi rispondesse Sì, lo sento anch'io ogni notte, dovrei per caso diventargli amico? Vorrebbe forse dire che sono sfigato come lui?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Nella sala prove dietro al campetto, dove sto cercando di avvicinarmi a un mondo che per me è già qualcosa di più che una semplice curiosità, insieme a quei ragazzi grandi che già possono stare sopra a un palco, mi riaffiora poche volte il ricordo del rumore del cazzo. Per questo non l'ho mai chiesto loro. Ogni volta nelle notti di maggio resto ad ascoltarlo e mi torna in mente che sono uno stupido, e che oggi potevo proprio chiederlo a Guz, a Lallo, al Fasho se loro lo sentono mai quel rumore del cazzo. Eppure è forse un rischio che non posso permettermi. E se mi dicessero di no? E se mi prendessero per pazzo? Ci ho messo così tanto per conquistare le loro attenzioni, per poter stare con loro senza sembrare semplicemente un ragazzino curioso, timido e petulante che li ascoltava ammirato e sognante prima da fuori la sala, poi da dentro; e infine quel giorno che ho spinto fortissimo sui pedali della mia bicicletta viola, ondeggiando con la ruota, mollando il manubrio nei rettilinei per allargare le braccia e sentirmi anch'io come il treno, per vedere se facevo anch'io quel rumore del cazzo: ero felice, mi avevano appena chiesto di suonare con loro. Ce l'avevo fatta.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ma il rumore del cazzo per contro si fece sempre più una questione privata. Lo ascoltavo mentre la brace bruciava. Ora avevo qualcosa da fare mentre lo ascoltavo, avevo il mio pretesto, non mi sentivo più stupido. E di fronte a autunni e inverni sempre più difficili, lo aspettavo come un cane aspetta il padrone, il rumore del cazzo, quando arrivava ad annunciarmi che l'estate era alle porte, e che mi avrebbe tenuto compagnia fino a settembre, durante le notti in cui non devi più andare a letto presto, che tanto domani dormi quanto vuoi. Tutti dormono in questo paese. Cambia il gelataio, il tabaccaio, spunta ogni tanto un condominio nuovo che non aggiunge nulla a un dormitorio, se non, appunto, posti letto. Il giornalaio è sempre quello. Il rumore del cazzo anche. E ancora, lo sento solo io. E non ho nemmeno più voglia di chiedere a qualcuno se lo sente. Perchè sempre più spesso ci sono anche io a bordo di quell'autobus che oltrepassa la ferrovia e mi lascia alle spalle il paese che non sente, il paese che non sento. Padova è grande, lì i rumori passano inosservati anche di notte e glielo si può perdonare. Eppure Padova li ascolta i rumori.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Se poi l'autobus diventa la mia macchina esco in terrazza, prendo di nuovo una sigaretta e la accendo, e il rumore è già lì che mi aspetta, perchè a casa ci torno sempre più tardi.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Che bello che tu ci sia ancora, rumore del cazzo, mi viene da confessargli bambinescamente. Egli non risponde, come sempre, ma mi pare sorrida del mio essere tornato al paese solo per dormire, e si compiaccia di essere lui l'ultimo tacito interlocutore della mia giornata spesa lontano. Allora mi accompagna a letto e scompare, per tornare la sera successiva come sempre e ascoltarmi raccontare ciò che c'è fuori, oltre la ferrovia, oltre il dormitorio dove tutti tacciono e nessuno sente. Perchè d'altronde nel paese anch'io ci dormo, ma non prima di averlo salutato il rumore del cazzo. E la mattina dopo mi sveglio, e senza aspettare alcun autobus, salgo in macchina, scendo nel sottopasso e risalgo, e un giorno però ci svolterò, sì, verso la stazione per andare a vedere se lo sportello del bigliettaio ha aperto.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-6392340743100492019?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/6392340743100492019/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/05/la-radiazione-di-fondo-di-3-kelvin.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/6392340743100492019'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/6392340743100492019'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/05/la-radiazione-di-fondo-di-3-kelvin.html' title='La radiazione di fondo di 3 kelvin'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-7240990473895889201</id><published>2009-05-19T21:29:00.002+02:00</published><updated>2009-05-19T21:38:20.913+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='potere d&apos;acquisto'/><title type='text'></title><content type='html'>Se un giorno vi dovesse mancare la primavera, andate a guardare i colori al supermercato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_wBvpJZDE7V0/ShMJabZjrNI/AAAAAAAAAAw/q1_RpMFVJJc/s1600-h/IMG_0024.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_wBvpJZDE7V0/ShMJabZjrNI/AAAAAAAAAAw/q1_RpMFVJJc/s400/IMG_0024.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337620333000371410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Certo non è romantico come dei versi di Wordsworth, o come i paesaggi di Constable. Ma in fondo con 1 euro e 95 te ne porti a casa un chilo. Un chilo di primavera.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-7240990473895889201?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/7240990473895889201/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/05/se-un-giorno-vi-dovesse-mancare-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/7240990473895889201'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/7240990473895889201'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/05/se-un-giorno-vi-dovesse-mancare-la.html' title=''/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_wBvpJZDE7V0/ShMJabZjrNI/AAAAAAAAAAw/q1_RpMFVJJc/s72-c/IMG_0024.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-2307426585436879281</id><published>2009-05-15T22:07:00.000+02:00</published><updated>2009-05-15T22:08:50.563+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liriche'/><title type='text'>Simple</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;SIMPLE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;You and me in the field&lt;br /&gt;hunting flowers&lt;br /&gt;until twilight we&lt;br /&gt;returned with just a fistful&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;if a structure fractures&lt;br /&gt;just look inbetween with a lens and stop&lt;br /&gt;this torture. Scripture&lt;br /&gt;helps you finding a sense&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;taste the grief, no relief but&lt;br /&gt;words left on blank as consolation&lt;br /&gt;let's take our pens&lt;br /&gt;and make'em dance&lt;br /&gt;(...could be the wicked Windmill)&lt;br /&gt;(...could be the war academy)&lt;br /&gt;(...could be the worst storm ever)&lt;br /&gt;(...could be me?)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Let's create now something&lt;br /&gt;new&lt;br /&gt;let's sing something simple&lt;br /&gt;and be simply proud of it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;We'll narrate a brand new&lt;br /&gt;world&lt;br /&gt;from the ashes of this shattered one&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So we can go back to the blooming fields&lt;br /&gt;Nothing in our hands&lt;br /&gt;pages filled with nothing&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.winterdust.wordpress.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-2307426585436879281?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/2307426585436879281/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/05/simple.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/2307426585436879281'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/2307426585436879281'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/05/simple.html' title='Simple'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-4366973207087068454</id><published>2009-05-14T21:41:00.002+02:00</published><updated>2009-05-14T21:50:11.923+02:00</updated><title type='text'>Le parole giuste</title><content type='html'>Non saprei ben dire il perchè, ma i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Radio Dept&lt;/span&gt; sono un gruppo da alba.&lt;br /&gt;E a ben pensarci, se non avessimo i riferimenti cardinali, se fossimo del tutto sperduti e abbandonati alla nostra impreparazione davanti all'immensità del pianeta, non potremmo distinguere il tramonto dall'alba, in quel fermo immagine che dura pochissimo, ma che la nostra memoria sempre cattura nitidamente; quasi come non potesse lasciarci sfuggire il momento in cui un cielo così espressivo diventa neutro, sputando in faccia al nostro essere piccoli, piccoli uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Freddie and the trojan horse&lt;/span&gt; ha dentro qualcosa della tua malinconia che nascondi dietro al tuo sarcasmo, qualcosa del tuo prendere tutto con passione, che ha incontrato le mie dure resistenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E le parole giuste...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ci consumeremo, come le dita sulle corde&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-4366973207087068454?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/4366973207087068454/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/05/le-parole-giuste.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/4366973207087068454'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/4366973207087068454'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/05/le-parole-giuste.html' title='Le parole giuste'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-2354862796571325767</id><published>2009-05-07T20:24:00.002+02:00</published><updated>2009-05-07T20:28:17.079+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='primavera'/><title type='text'>Stranger than fishin</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_wBvpJZDE7V0/SgMn7jJec0I/AAAAAAAAAAo/VETWkwLsXew/s1600-h/IMG_0014.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 310px; height: 413px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_wBvpJZDE7V0/SgMn7jJec0I/AAAAAAAAAAo/VETWkwLsXew/s320/IMG_0014.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333150287737549634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E' primavera e i pesci volano in mezzo agli alberi. Strane magie delle fontane del Maldura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono un pessimo fotografo lo so. Ma sono appunti, mica foto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-2354862796571325767?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/2354862796571325767/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/05/stranger-than-fishin.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/2354862796571325767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/2354862796571325767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/05/stranger-than-fishin.html' title='Stranger than fishin'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_wBvpJZDE7V0/SgMn7jJec0I/AAAAAAAAAAo/VETWkwLsXew/s72-c/IMG_0014.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-7419999280474302534</id><published>2009-05-05T20:29:00.004+02:00</published><updated>2009-05-05T20:37:32.710+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='città'/><title type='text'>The geese of beverly road</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_wBvpJZDE7V0/SgCHAwYPaHI/AAAAAAAAAAg/VM0Bgsm9a2E/s1600-h/IMG_0078.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 236px; height: 314px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_wBvpJZDE7V0/SgCHAwYPaHI/AAAAAAAAAAg/VM0Bgsm9a2E/s200/IMG_0078.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5332410405862991986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Padova, sei cambiata tu o sono cambiato io?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www2.polito.it/didattica/polymath/htmlS/Studenti/Ricerche/Asteggiano/Img/surrealista.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 227px; height: 280px;" src="http://www2.polito.it/didattica/polymath/htmlS/Studenti/Ricerche/Asteggiano/Img/surrealista.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-7419999280474302534?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/7419999280474302534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/05/geese-of-beverly-road.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/7419999280474302534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/7419999280474302534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/05/geese-of-beverly-road.html' title='The geese of beverly road'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_wBvpJZDE7V0/SgCHAwYPaHI/AAAAAAAAAAg/VM0Bgsm9a2E/s72-c/IMG_0078.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-702662927734029015</id><published>2009-04-10T01:25:00.002+02:00</published><updated>2009-04-10T01:54:09.681+02:00</updated><title type='text'>Impressioni a caldo su Gran Torino</title><content type='html'>A caldo perchè Gran Torino è una palla nel culo. Clint Eastwood di palle (di piombo) nel culo se ne intende, e si diverte a piazzarne anche a 79 anni suonati. E ha davvero pochissimo a che vedere con descrizioni criminali tipo questa:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Walt Kowalski (Clint Eastwood) è un reduce della guerra di Corea, di carattere burbero e spavaldo, prova una grande passione per la propria Ford Torino, modello classico del 1972, custodita in garage. Walt non mostra pudore nel manifestare il proprio sentimento anticoreano, nato durante la sua campagna in Corea, quando vide morire suoi amici per mano dei nemici. A peggiorare la situazione, il quartiere da lui abitato negli ultimi anni è diventato il principale centro suburbano della comunità coreana, e le bande giovanili danno molto fastidio a Walt. Anche se frustrati e maltrattati da Kowalski, i coreani aiuteranno l'uomo a risolvere i problemi personali che tiene con la famiglia, per diventare amici e aiutarlo a ripudiare il razzismo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scena iniziale fa quasi tristezza. L'ex duro del west composto, triste ma incazzato, davanti alla bara di sua moglie, in una chiesa mezza piena che sembra mezza vuota.&lt;br /&gt;Il film racconta l'avanzata vecchiaia di un reduce della guerra di Corea insignito di una medaglia al valore per una torbida missione, che si ritrova catapultato in una moderna guerra fra le numerose e belligeranti etnie del violento e degradato Midwest.&lt;br /&gt;No, non è un western moderno. E' una storia di razzismo, amicizia, violenza e salti generazionali che ruota attorno al &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/MacGuffin"&gt;Mc Guffin&lt;/a&gt; della Gran Torino del '72 di Kowalski (il nostro Clint).&lt;br /&gt;Quello che sorprende è come Eastwood, mantenendo la stessa espressione per tutto il film (che è quella che più o meno ha stampata in faccia da circa 40 anni) riesca a risultare ironico, razzista, tollerante, preoccupato, violento, comprensivo, perfino nonno.&lt;br /&gt;Trattare temi come il razzismo, la guerra, incrociandoli con la violenza giovanile, la Chiesa e la vendetta è un campo minato di clichè, e Clint Eastwood si destreggia fra le insidie fino alla fine con una disinvoltura che mi ha spiazzato. La caduta di stile è in agguato in almeno 4 o 5 sequenze del film, e puntualmente il mio desiderio di smontare il film è stato deluso. Chapeau.&lt;br /&gt;E tanto di cappello pure al traduttore dei dialoghi, divertente e in certi casi di una cattiveria quasi imbarazzante.&lt;br /&gt;Il finale è irreale, e Clint non resiste alla tentazione di fare l'eroe. Ma un eroe vero; un'espiazione, una beffa in faccia ai cattivi di turno, una trovata resa possibile solo da ciò che l'attore rappresenta per l'immaginario collettivo, unito all'aspetto da nonno e dalla saggezza che ne deriva anche in un "duro" come lui. Se Chuck Norris è dio, Clint Eastwood è Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andatelo a vedere. Ed ascoltatelo bene. Perchè la colonna sonora è una palla nel culo anche quella.&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/EzGNCnRHEc4&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/EzGNCnRHEc4&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-702662927734029015?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/702662927734029015/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/04/impressioni-caldo-su-gran-torino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/702662927734029015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/702662927734029015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/04/impressioni-caldo-su-gran-torino.html' title='Impressioni a caldo su Gran Torino'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-5569144991108192627</id><published>2009-04-08T19:42:00.002+02:00</published><updated>2009-04-08T19:44:43.536+02:00</updated><title type='text'>Sugli "Scritti Corsari" di Pasolini</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://pesanervi.diodati.org/pn/doc/corsari.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 131px; height: 206px;" src="http://pesanervi.diodati.org/pn/doc/corsari.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi è chiaro il perché dell'apostrofare questi scritti “corsari” se il corsaro è colui che risulta combattente previa investitura da parte del governo. Pasolini è piuttosto un pirata. Agisce solo, a sorpresa, porta scompiglio, crea disagio.&lt;br /&gt;L'Italia degli scritti corsari non esiste più, o meglio esiste ancora: si è completamente liberata (dimenticata) del proprio passato che non viene più rievocato, che non lascia sopravvivenze, ma conserva sostanzialmente invariato tutto il resto.&lt;br /&gt;Viviamo in un'Italia sostanzialmente ancora fascista, ancora clericale e ancora democristiana, e rendersi conto di questo va a cozzare col sentimento di lontananza temporale che si prova leggendo gli articoli riguardanti le lotte e conquiste radicali. Sembrano così lontane, quasi preistoriche, come se il divorzio e l'aborto fossero dei diritti ormai consolidati, irrinunciabili per la società umana. La realtà è che Pannella fa ancora scioperi della fame, gli ex democristiani calano ancora le braghe ai venti di sinistra o di destra di turno, la Chiesa è forse addirittura peggiorata con le imbarazzanti dichiarazioni di Ratzinger che a ben guardare appaiono un tentativo, per di più piuttosto pallido, di emulare Pio XII quantomai anacronisticamente.&lt;br /&gt;La sostanza è che il tempo passa, ma in Italia pare essersi fermato, e che leggere le critiche feroci e serrate di Pasolini contro tutto e tutti (anche contro chi sta sulla sua barca) non crea alcuna stonatura temporale nell'immaginario del lettore. Gli editoriali dei quotidiani di adesso non risultano poi così differenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sembra inutile proporre un confronto con la scrittura giornalistica attuale. Non sono di colpo scomparsi i giornalisti bravi e pungenti. Semplicemente viene data loro voce soltanto se scrivono qualcosa un po' di destra, dai!&lt;br /&gt;Critico invece la scelta di raccogliere tali scritti in un libro. Manovra commerciale? Non voglio pensarci. Possibilità di reperirli facilmente e tutti assieme? Spero di sì. Risultato pesante? Senza dubbio. Scritti Corsari non è certo una lettura di piacere. E non perchè non è un romanzo. Perchè non è un libro. Perchè gli articoli non sono stati pensati per apparire assieme. Perchè l'irruenza dell'autore si smarrisce nella inevitabile ripetizione dei soliti concetti e vocaboli, brano dopo brano. Perchè le idee si inseriscono in un dibattito che questa raccolta zittisce amplificando una sola voce, col risultato di disorientare e talvolta anche di condizionare la coscienza del lettore. Perchè se è vero che emerge un discorso organico, e un ritratto credibile e sfaccettato del profilo critico di Pasolini, è vero anche che appartengo ad una generazione che diffida sempre e comunque dell'eroe, del vate, e che un simile bombardamento puzza di presunzione.&lt;br /&gt;Gli Scritti Corsari non rendono giustizia a Pasolini e alle sue idee, non tanta quanti sono gli spunti interessanti per una critica anticlericale coscienziosa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-5569144991108192627?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/5569144991108192627/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/04/sugli-scritti-corsari-di-pasolini.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/5569144991108192627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/5569144991108192627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/04/sugli-scritti-corsari-di-pasolini.html' title='Sugli &quot;Scritti Corsari&quot; di Pasolini'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-792035651430905864</id><published>2009-04-01T00:52:00.002+02:00</published><updated>2009-04-01T00:54:20.104+02:00</updated><title type='text'>Back to Jesus</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;We're excited to say that we are playing our first hometown headline show in over 2 years on May 23 at the Trocadero!!!  We will be playing material from our new album "it's all crazy! it's all false! it's all a dream! it's alright" (out May 19th) as well as tracks from other albums too.  Our dear friends Danielson and Pattern is Movement have been kind enough to join us for this exciting evening.  Hope to see you there.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- mewithoutYou&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ossì. I mewithoutYou stanno per uscire con un nuovo disco. Un mesetto di pazienza.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;Non vedo l'ora. Credo bestemmierò fino a maggio&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-792035651430905864?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/792035651430905864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/04/back-to-jesus.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/792035651430905864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/792035651430905864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/04/back-to-jesus.html' title='Back to Jesus'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-3187586096874489323</id><published>2009-03-25T02:07:00.003+01:00</published><updated>2009-03-25T02:09:49.495+01:00</updated><title type='text'>Nostalgia nostalgia canaglia</title><content type='html'>E sempre per il capitolo nostalgia, oggi è un grande giorno.&lt;br /&gt;Sono riuscito finalmente a rintracciare questa canzone. L'ho cercata per qualcosa come 3 anni, da quando mi è venuto il pallino di ritrovarla. Non sapevo di chi fosse, ne come si chiamasse, ne di che anno fosse. Con un paziente lavoro di prova, finalmente oggi sono giunto alla verità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/9nI2NQFc4Uc&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/9nI2NQFc4Uc&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-3187586096874489323?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/3187586096874489323/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/03/nostalgia-nostalgia-canaglia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/3187586096874489323'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/3187586096874489323'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/03/nostalgia-nostalgia-canaglia.html' title='Nostalgia nostalgia canaglia'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-8438909208752635304</id><published>2009-03-25T01:18:00.003+01:00</published><updated>2009-03-25T01:48:38.006+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='anni 90'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nostalgia'/><title type='text'>Chi le ha inventate le fotografie?</title><content type='html'>Ho bisogno di aiuto.&lt;br /&gt;Non ho idea di cosa mi stia succedendo, ma sono sprofondato negli anni 90. Sì, proprio loro, quelli che non si caga nessuno perchè troppo antichi per essere ricordati e troppo recenti per tornare di moda. Sì, potrei andare a delle feste anni 70, o anni 80, o anni 60. Ma sono anni che ho solo studiato. Non li ho vissuti.&lt;br /&gt;Gli anni 90 sono miei invece. Perchè c'era Solletico, il Festivalbar, i ciucci di plastica, Beverly Hills, le figurine Panini (che ci sono ancora, ma non hanno più fascino, esattamente come non ne ha più il campionato); insomma non voglio perdermi nell'enumerare che cosa sono gli anni 90. Su Facebook ci sono centinaia di gruppi in materia dove esaurire i vostri ricordi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostalgia è una cosa brutta. Non è come la depressione, o la paranoia, che spesso e volentieri si fa beffe di te alla sera. No. Io stamattina sono uscito di casa alle 7 e mezza. Il sole già alto, un casino della madonna per strada, coda. Non esattamente una situazione solinga.&lt;br /&gt;Beh, dall'autoradio usciva &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;NordSudOvestEst&lt;/span&gt;. E mi ha ucciso.&lt;br /&gt;In realtà sarebbe necessario fare un passo indietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima fase è sondare le classifiche degli anni 90 su internet per scovare pezzi che potevi solo sentire alla radio, o con un pò di fortuna beccare su Mtv da un certo anno in poi, o su Tmc2. Non potevi scaricarli. E comprare tutti i dischi era un privilegio per pochi. Va a finire che te le dimentichi. E ti dimentichi il nome.&lt;br /&gt;Le ho ritrovate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda fase signore e signori, sono gli 883. Quelli vecchi. Quelli con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Repetto&lt;/span&gt;. Quelli che si dimenano sul palco del Festivalbar davanti a folle adoranti cantando testi mai così vicini al pubblico.&lt;br /&gt;Non so perchè ma sono tornati prepotenti nella mia vita, con il senno di poi. E le cose sono rimaste uguali dopo quasi 20 anni.&lt;br /&gt;Ci sono ancora ragazze a cui dedicare &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Te la tiri&lt;/span&gt;, ragazzi a cui dedicare &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sei uno sfigato&lt;/span&gt;, madri a cui dedicare &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;S'incazza&lt;/span&gt;, amori finiti che calzano perfettamente con l'epopea western di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nordsudovestest&lt;/span&gt;, serate come quella di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rotta per casa di Dio&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Gli 883 vanno capiti alla luce dell'epoca che li ha creati e consacrati.&lt;br /&gt;Niente vite difficili e sulle strade. Nelle canzoni c'è posto solo per giovani benestanti con due preoccupazioni soltanto: come divertirsi e le donne. Due cose più complicate che mai nelle loro canzoni e nella realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di Repetto non mi ricordo un cazzo. Vederlo su YouTube mi fa anche piuttosto ridere, ma mi disinteresso alle polemiche sul suo abbandono, su che fine abbia fatto (non è più difficile scoprirlo ora).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono le canzoni, sono le estati che mi tornano alla mente, adesso che le giornate si allungano e che l'estate è alle porte.&lt;br /&gt;Per motivi personali, voglio che sia un'estate di riscatto. Voglio vivermela. Voglio che sia una delle migliori. Una di quelle che un giorno ricorderò con nostalgia esattamente come oggi, ora, adesso, sto ricordando quelle accompagnate dalla voce di Pezzali e da un sacco di altre cose che vi annoierebbero in quanto solo cazzi miei.&lt;br /&gt;Voglio che sia un'estate da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tieni il tempo&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;p.s.&lt;br /&gt;girando per youtube in preda alla nostalgia capita di imbattersi in chicche assolute, come&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; questa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Buon ascolto, con la mano sul cuore...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/SjMrnkaO1d4&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/SjMrnkaO1d4&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-8438909208752635304?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/8438909208752635304/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/03/chi-le-ha-inventate-le-fotografie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/8438909208752635304'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/8438909208752635304'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/03/chi-le-ha-inventate-le-fotografie.html' title='Chi le ha inventate le fotografie?'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-4857984156784391113</id><published>2009-03-19T21:35:00.001+01:00</published><updated>2009-03-19T21:36:46.055+01:00</updated><title type='text'>Esercizi di scrittura: Parte I</title><content type='html'>"Un tragitto fisico"&lt;br /&gt;1000 battute&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sbam!&lt;br /&gt;Chiudo la porta alle mie spalle.&lt;br /&gt;Per la verità anche se stasera non vado nello stesso pub a bermi la stessa birra con le stesse persone in fondo non succede niente. Ma il rischio che senza di me possa essere una serata memorabile mi angoscia. Scese le scale, come sempre il portone si socchiude, senza schiocco. Maledetta molla rotta. &lt;br /&gt;Cammino nel giardino che racchiude i tre palazzi gemelli del mio. Dove ho messo la macchina ieri? Il rettangolo verde, teatro di indimenticabili e chiassose partite a calcio più di dieci anni fa è ormai quasi un boschetto. E non sembra più così grande. &lt;br /&gt;Il portico giallo è illuminato. E' gennaio ma pare di vederlo lo stesso, lo sciame di zanzare che svela d'estate. Dove cazzo ho messo la macchina ieri? Ok non ero sobrio, ma mi sembrava fosse qui!&lt;br /&gt;Guardo a sinistra, vedo solo l'albero dietro al quale costrinsi i miei amici alla più lunga partita di nascondino della loro vita.&lt;br /&gt;Guardo a destra. &lt;br /&gt;Eccola.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-4857984156784391113?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/4857984156784391113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/03/esercizi-di-scrittura-parte-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/4857984156784391113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/4857984156784391113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/03/esercizi-di-scrittura-parte-i.html' title='Esercizi di scrittura: Parte I'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-4543597919011955379</id><published>2009-03-19T21:27:00.001+01:00</published><updated>2009-03-19T21:31:16.407+01:00</updated><title type='text'>Esercizi di scrittura: Parte II</title><content type='html'>"Mi faccio da mangiare"&lt;br /&gt;1000 battute&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'etichetta col codice a barre non mentiva: funghi porcini.  &lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sarà, ma io li ricordavo diversi, di un marrone acceso, con qualche imperfezione, magari anche un verme appiccicato, un po' sporchi di terra, con lo stesso fascino di un trofeo conquistato con fatica.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Non c'è poesia in queste “T” beige tutte uguali.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Mio nonno passava ore, seduto sempre al solito posto, come un patriarca, a spazzolarli, levare la terra, tagliare i gambi con una minuzia da orologiaio.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Io invece non dovevo far altro che bucare il cellophane e schiaffarli sulla padella dove l'olio già zompettava.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Una mattina, una delle tante, di porcini ne trovammo tantissimi. Enormi. Splendidamente imperfetti. Fotografai la cesta, e il nonno, a metà fra il commosso e l'orgoglioso, chiese di poter avere le foto. Il rullino si mischiò ai dieci di quelle vacanze, e poi ai cento non sviluppati a casa.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il nonno continuò per anni a chiedermi le foto di quella che restò la nostra più grande vittoria nel bosco. Mi promisi di trovarle prima che morisse. Non mantenni la promessa.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;E sulla padella ci metto una cotoletta.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-4543597919011955379?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/4543597919011955379/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/03/esercizi-di-scrittura-parte-ii.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/4543597919011955379'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/4543597919011955379'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/03/esercizi-di-scrittura-parte-ii.html' title='Esercizi di scrittura: Parte II'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-2485911470846388695</id><published>2009-03-19T12:23:00.003+01:00</published><updated>2009-03-19T12:28:27.924+01:00</updated><title type='text'>Piccoli bloggers crescono</title><content type='html'>Evidentemente il mio enorme talento è stato notato subito da chi conta&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.asrtalenti.altervista.org/images/giocatori/bartelt.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 153px; height: 242px;" src="http://www.asrtalenti.altervista.org/images/giocatori/bartelt.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;e ora, previa identificazione in un mio alterego di caratura simile al mio scopritore&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_NTUKu0pMgd0/R43yHCAm2lI/AAAAAAAAAgQ/uZuGa_AUbyM/s320/athirson.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 224px; height: 248px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_NTUKu0pMgd0/R43yHCAm2lI/AAAAAAAAAgQ/uZuGa_AUbyM/s320/athirson.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;potete agilmente trovare i miei scritti su un blog che parla di musica, scritto a quattro mani:&lt;br /&gt;si chiama &lt;a href="http://astronautazine.wordpress.com"&gt;ASTRONAUTA&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;prego.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-2485911470846388695?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/2485911470846388695/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/03/piccoli-bloggers-crescono.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/2485911470846388695'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/2485911470846388695'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/03/piccoli-bloggers-crescono.html' title='Piccoli bloggers crescono'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_NTUKu0pMgd0/R43yHCAm2lI/AAAAAAAAAgQ/uZuGa_AUbyM/s72-c/athirson.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-3639347543603901994</id><published>2009-03-15T02:45:00.002+01:00</published><updated>2009-03-15T03:22:14.221+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Televisione'/><title type='text'>Non sei ciccione. Diciamo che sei "lipidico"</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Alessandro Rostagno &lt;/span&gt;è un personaggio quantomeno controverso.&lt;br /&gt;Non avevo idea di chi fosse, ma da quando in casa mia si pranza sul tavolo del salotto talvolta mi è capitato di gustarmi l'insalata (no, non sono vegetariano, vado pazzo per l'insalata e basta) di fronte al &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Processo a X-Factor&lt;/span&gt;, un modo come un altro di riempire un palinsesto ridicolo, quello del sabato di RaiDue, sfruttando un programma che già malauguratamente riempie la prima fascia del lunedì e che ha generato brutture come la Amy Winehouse dei poveri (della serie &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tu vuoi fà l'americano). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quest'uomo abbastanza brutto (ma lì dentro girano dei fenomeni che fanno apparire &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Morgan &lt;/span&gt;come una persona morigerata) si lancia in battute pungenti e giudizi velenosi e talvolta in analisi anche piuttosto lucide. Ma una cosa è certa: la simpatia e la diplomazia non sono il suo forte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da bravo fancazzista, decido di approfondire a mezzo internet.&lt;br /&gt;E mi imbatto in profili divisi fra l'elogio e l'esecrazione. Insomma pare che il nostro critico sia una persona estremamente intelligente e preparata che però ha ceduto ai vezzi della televisione vestendo i panni di un antipatico scontato che si nutre dei fischi del popolo ignorante a costo di andare controcorrente e di dire cose che non piacciono al mondo.&lt;br /&gt;Una specie di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Eminem &lt;/span&gt;del giornalismo/opinionismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No.&lt;br /&gt;Col cazzo.&lt;br /&gt;Rostagno è un imbecille.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutta la cultura che volete, tutta la preparazione che volete. Passiamogli anche il fatto di volere (o dovere) interpretare un personaggio, ma un sabato ho visto questo:&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/hkZVa5p5MZw&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/hkZVa5p5MZw&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi riferisco a quando parla col ciccione.&lt;br /&gt;Mi sono venute in mente le elementari. E gli sfottò ai ciccioni, o ai down, o a qualunque cosa diversa. Cose che vanno ben oltre le elementari, e che forse non ci abbandonano mai. Ma escludo che una persona di cultura trovi la faccia tosta di dirle in televisione, per quanto in un programma di merda.&lt;br /&gt;Rostagno è solo la punta di diamante di una tendenza sempre più spinta e invadente al trash in ogni angolo della televisione italiana. Più fa discutere, più fa "oooooooh", più va.&lt;br /&gt;Ho tanto sperato che Facchinetti gli chiudesse la bocca in malomodo, come si meritava il suo trascendere il buon gusto. Ma manco a dirlo mi sono illuso.&lt;br /&gt;Quando il processo si volge contro di lui impazzisce, si fa scudo di un discorso a dir poco assurdo sul lessico, che definire un'arrampicata sugli specchi è come dare del buontempone a Hitler.&lt;br /&gt;Chiedo scusa ma per me è sempre esistita una grande differenza fra l'erudito e l'intelligente, quella che distingue &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sgarbi&lt;/span&gt; da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Augias&lt;/span&gt;, e che rende &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rostagno&lt;/span&gt; una persona perfettamente degna di stare in un programma del genere, a dare giudizi che non cambieranno certo la storia della musica, e che per quanto si sforzino, non riescono a distogliere l'attenzione dalle tette della Lucarelli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-3639347543603901994?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/3639347543603901994/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/03/non-sei-ciccione-diciamo-che-sei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/3639347543603901994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/3639347543603901994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/03/non-sei-ciccione-diciamo-che-sei.html' title='Non sei ciccione. Diciamo che sei &quot;lipidico&quot;'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-2052466427618926788</id><published>2009-03-09T00:27:00.005+01:00</published><updated>2009-03-09T00:51:20.255+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stampa'/><title type='text'>Can i get a minute of not being nervous and not thinking of my dick?</title><content type='html'>Lo so. Sono una pettegola. Mi piace il gossip.&lt;br /&gt;E stranamente me ne vergogno, e tanto.&lt;br /&gt;Non arrivo a livelli patologici, quello no: mi fa ancora vomitare intravedere copertine firmate &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sandro Mayer&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Però fra le rubriche che preferisco nei settimanali devo segnalare una presenza scomoda: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la posta del cuore&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Una curiosità senza pari mi spinge a sfogliare quella pagina. Non ne vado in cerca; sfoglio. Però mentre altre pagine le salto dopo un breve sguardo, quella me la leggo tutta approfonditamente. Domande e risposte.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.magicfly.it/foto/8_marzo_centocelle_nightmare.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 261px; height: 173px;" src="http://www.magicfly.it/foto/8_marzo_centocelle_nightmare.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Specialmente quella de &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il Venerdì&lt;/span&gt; che raggiunge livelli di drammaticità tanto alti da farmi domandare a volte se sia finta.&lt;br /&gt;Matrimoni spezzati, quarantenni in crisi, amori impossibili, storie da film, passioni devastanti, violenze, incesti, storie mai consumate, per paura, per rischio o per impedimento materiale, litigi velenosi, unioni che traballano, sacrifici epici.&lt;br /&gt;E' un caso che mi sia ritrovato a leggerlo oggi, festa della donna (so che la data segnata dal blog è diversa, ma il mio 8 marzo non è ancora finito), giornata di grandi pulizie di primavera delle coscienze maschili a colpi di mazzi di primule (nel migliore dei casi) e spogliarelli (nel peggiore). La lucidità è mantenuta da pochi: straordinaria la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Littizzetto&lt;/span&gt; oggi a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Che Tempo Che Fa&lt;/span&gt; (forse su youtube si trova); mi convincono meno tutte le altre iniziative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi convincono ancora meno quando leggo lettere di donne che sono costrette a sacrificare ogni loro passione per fare da madri e anche da padri a dei figli rimasti senza genitore maschio. Un sacrificio inteso nel pieno senso della parola, in quanto affrontato a cuor leggero, in piena consapevolezza. Ma pur sempre un sacrificio: che genera rinuncia, sconforto, solitudine talvolta. Tanta da doversi sfogare in una lettera, a una redattrice, donna anche lei, che per quanto sconosciuta sembra meritare una certa confidenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cominciano ad apparirmi come prese in giro quando sento parlare di stupro, violenza, impossibile da raccontare, come quando si contrae una malattia è difficile espellere il germe che ne è responsabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si rivelano come ipocrisie criminali quando il mondo ancora non muove un dito per fermare la lapidazione delle colpevoli di adulterio. Ma questo nella posta del cuore non c'è. Forse perchè non pertinente col titolo della rubrica.&lt;br /&gt;E come spesso succede, la festa diventa in realtà l'unico giorno in cui si pensa alla donna. Spesso per forza. Con l'ansia di arrivare presto dal fioraio. Con il promemoria sul cellulare perchè "oggi devi ricordarti di amare le creature femminili".&lt;br /&gt;Oggi.&lt;br /&gt;Poi vai in pace per un anno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-2052466427618926788?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/2052466427618926788/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/03/lo-so.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/2052466427618926788'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/2052466427618926788'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/03/lo-so.html' title='Can i get a minute of not being nervous and not thinking of my dick?'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-5937126671544913888</id><published>2009-03-07T02:19:00.004+01:00</published><updated>2009-03-07T03:18:53.942+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>Millenni che volano via</title><content type='html'>Mettiamola così.&lt;br /&gt;Esce un libro quando non esistono i libri.&lt;br /&gt;E' una contestualizzazione forzata, per certi versi falsa, e sicuramente espressa impropriamente.&lt;br /&gt;Il medioevo lo chiamano così perchè è l'età di passaggio fra la romanità e la nascita di quelli che saranno i grandi regni/imperi/stati. Il caos linguistico è immaginabile.&lt;br /&gt;Mettiamo per esempio che un giorno i milioni di milioni di africani confinati nel loro continente trovino il modo di uscirne e realizzino la loro nemesi contro le civiltà europee. In una trentina d'anni le generazioni non si capirebbero più l'una con l'altra. Nel Mille doveva essere più o meno così, ed è per questo che semplificando fino alla menzogna i libri di letteratura spesso parlino di assenza di letteratura riferiti a quel periodo.&lt;br /&gt;Il periodo in cui un monaco non ben identificato da alle stampe (perdonate l'anacronismo) la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Chanson de Roland&lt;/span&gt;, la storia del classico cavaliere senza macchia e senza paura che combatte impavidamente per la patria, l'onore, per concetti che oggi non ci appartengono più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si parla spesso di cosa sia letteratura e cosa no. Di cosa sia degno di attenzione, di cosa abbia quel je ne sais quoi che rende una storia un libro, una trama un racconto, un suono poesia.&lt;br /&gt;Ho trovato a dir poco sconcertante veder emergere chiaro e netto questo discrimine in un poema scritto in una lingua ancora incerta e traballante, come l'antico francese, risalente a un periodo così lontano da noi. Basti pensare che lo si considera la prima opera letteraria in volgare della storia.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.hs-augsburg.de/%7EHarsch/gallica/Chronologie/11siecle/Roland/rol_pict.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 162px; height: 160px;" src="http://www.hs-augsburg.de/%7EHarsch/gallica/Chronologie/11siecle/Roland/rol_pict.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nella squisita traduzione offerta da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Renzo Lo Cascio&lt;/span&gt; per i Bur (10,80 euro) il fascino di quest'opera ancestrale emerge in tutta la sua bellezza, così vicina per tematiche, valori e tradizione, così lontana per modi, espressioni, rituali, formule.&lt;br /&gt;Lo scontro religioso fra le due civiltà, quella cristiana e quella islamica, appare drammaticamente attuale, e sorprende sia per l'ingenuità con cui la religione si dimostra molto più forte e totalizzante nel millennio scorso, sia per la lealtà e lucidità storica con cui all'antagonista è riconosciuta dignità e valore. Lontano anni luce dalle speculazioni di certa destra nemmeno troppo estrema (vedi Carroccio) con cui oggi si demonizzano altre culture come primitive, inferiori, barbare. Inviterei questi signori a visitare la moschea di Parigi, e sarebbe solo un esempio, per capire che selvaggio è solo chi straparla.&lt;br /&gt;Non c'è cavaliere saraceno che non susciti l'ammirazione dei Franchi (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;un gran barone sarebbe da cristiano&lt;/span&gt;). Ed è vero anche il contrario. C'è una disarmante lealtà fra i due eserciti. Che non si traduce in un patetico &lt;span style="font-style: italic;"&gt;volemose tantobbene&lt;/span&gt;, ma in uno scontro che ha molto da insegnare al mondo odierno e alla politica.&lt;br /&gt;E pure gli eroi si mostrano peccatori e imperfetti. Rolando vuole annientare i Saraceni da solo con la sua retroguardia e non suona il corno. Sbaglia, porta tutti alla morte, alla rovina, all'agognato martirio cristiano, che tuttavia non ferma Oliviero dal proferire l'amara considerazione che nella sua umanità desolata, è straordinariamente poetica:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;valor con senno non è certo follia&lt;br /&gt;e la misura val più della stoltizia&lt;br /&gt;Son morti i Franchi per la vostra pazzia&lt;br /&gt;Noi non potremo mai più Carlo servire&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Già, Carlo&lt;span style="font-style: italic;"&gt;. &lt;/span&gt;Carlo Magno. Il grande. L'imperatore sommo, ormai bicentenario, con una barba che racconta tutti i suoi epici trascorsi. Proprio lui.&lt;br /&gt;Ebbene, Carlo piange.&lt;br /&gt;Per quasi tutto il poema.&lt;br /&gt;Piange, e non decide nulla, è in balia degli eventi, ma li sostiene, li sorregge, a suo modo li cavalca. Lontano dagli autoritarismi a cui la storia spesso vuole affidare la giustificazione di colossali errori. E la rotta di Roncisvalle al di là dei disegni divini, è un colossale errore.&lt;br /&gt;In cui si sommano paura, indecisione, rabbia, furore, vendetta, inquietudine come quando i Franchi, ignari dell'infausta sorte, si avviano con timore verso la patria:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;Son alti i poggi, le valli tenebrose,&lt;br /&gt;scure le rocce, le strette paurose.&lt;br /&gt;Quel giorno i Franchi vi passan con dolore:&lt;br /&gt;si sente a quindici leghe il loro frastuono.&lt;br /&gt;Giunti alla terra Avita, quando scorgono&lt;br /&gt;già la Guascogna, terra del lor signore,&lt;br /&gt;dei loro feudi viene ad essi memoria,&lt;br /&gt;delle fanciulle, delle nobili mogli.&lt;br /&gt;Ognuno piange, dalla pietà commosso.&lt;br /&gt;Ma sopra gli altri è Carlo in grande angoscia:&lt;br /&gt;lasciato ai valichi della Spagna ha il nipote;&lt;br /&gt;pietà lo prende, e pianger gli bisogna.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E l'immancabile traditore di turno, difende fino all'orribile morte la propria dignità feudale, con coraggio e consapevolezza.&lt;br /&gt;Per ultima, la desolazione, la disperazione, la morte. La bella morte sì, ma sempre crudelmente morte:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'imperatore a Roncisvalle viene.&lt;br /&gt;Non vi trova nè strada nè sentiero&lt;br /&gt;nè terra vuota, nemmeno un braccio o un piede&lt;br /&gt;dove non siano Saracini o Francesi.&lt;br /&gt;E Carlo grida: "Bel nipote, ove siete?&lt;br /&gt;e l'arcivescovo ed il conte Oliviero?&lt;br /&gt;[...]&lt;br /&gt;dove i miei dodici Pari, lasciati indietro?"&lt;br /&gt;Ma a che gridare, se nessun rispondeva?&lt;br /&gt;"Dio!" disse il re "tanto affligger mi debbo,&lt;br /&gt;che non ci fui quando a lottar si prese!"&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Ma a che gridare, se nessun rispondeva&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;: &lt;/span&gt;&lt;span&gt;questa domanda retorica dell'autore condensa in sè a mio avviso tutta la disperazione diffusa nel poema di fronte alla terribile realtà della guerra, della morte, del gridare invano, sapendo di non poter ottenere risposta, ma gridando perchè non ci si può tenere dentro l'angoscia.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro mondo.&lt;br /&gt;Non ne auspico il ritorno.&lt;br /&gt;Mi limito a perdermi fra le pagine di un'opera senza tempo, che l'analisi filologica rende, con le sue congetture, ancora più interessante se possibile. Perchè ricostruire la data, l'autore, le parole che ormai non si leggono più sul manoscritto conservato a Oxford, e contraddette da quelli invece archiviati a Parigi e Venezia, è un lavoro non molto lontano dalle indagini minuziose e sofisticate che oggi migliaia di attualissimi serial televisivi, sulla scia di C.s.i. ci raccontano. Questa è la tanto spaventosa "filologia".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lascio spazio alla curiosità ora.&lt;br /&gt;E a chi si lascia abbindolare dall'età di questo libro, rispondo&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sia maledetto il cuore che s'abbatte!&lt;br /&gt;Al nostro posto noi rimarremo in campo:&lt;br /&gt;da noi verranno i colpi e il battagliare!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-5937126671544913888?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/5937126671544913888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/03/baby-im-poet.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/5937126671544913888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/5937126671544913888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/03/baby-im-poet.html' title='Millenni che volano via'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-4672439956735939399</id><published>2009-03-05T18:36:00.004+01:00</published><updated>2009-03-05T19:09:43.256+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>Apologia del Plagio</title><content type='html'>Non so se si è capito ma sono un assiduo lettore di blog. Principalmente musicali.&lt;br /&gt;Ed è in uno di questi che mi sono imbattuto in una stroncatura senza appello degli &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Editors &lt;/span&gt;in sede live, ma inevitabilmente anche su disco.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://campaniarock.files.wordpress.com/2008/07/editors.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 196px; height: 136px;" src="http://campaniarock.files.wordpress.com/2008/07/editors.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Strano gruppo gli Editors effettivamente.&lt;br /&gt;Senza interrogarci sulle ragioni storiche socioculturali da salotto per cui la new wave è tornata alla ribalta nel corso di questi "cazzo di anni zero" come direbbe l'incensatissimo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vasco Brondi &lt;/span&gt;(per lui ho in serbo un pezzo a parte), molto superficialmente prendiamo gli &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Interpol&lt;/span&gt; e i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bloc Party&lt;/span&gt; come principali responsabili di un'ondata indigeribile di magliette a righe, occhialoni grozzi, beat danzerecci e chitarre finto vintage.&lt;br /&gt;Dei responsabili di tutto rispetto per altro.&lt;br /&gt;Quando esce &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Back Room&lt;/span&gt; gli &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Editors&lt;/span&gt; non sono altro che il ventesimo spermatozoo che corre verso l'ovulo del successo, ma ormai anche i bambini non credono più alla cicogna e sanno che vince solo chi arriva primo, tutti gli altri muoiono.&lt;br /&gt;In effetti l'esordio ottiene un successo quantomeno immeritato. Pezzi qua e la discontinui e qua e là desolatamente identici. Quello che però disarma sono i testi che si estendono su due o tre versi, di una semplicità quasi elementare. Da l'impressione di un disco confezionato in fretta per cavalcare l'onda.&lt;br /&gt;Risultato: ignorati. Di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Turn on the bright lights&lt;/span&gt; ne basta uno, grazie e arrivederci.&lt;br /&gt;Già.&lt;br /&gt;Arrivederci.&lt;br /&gt;Arrivederci al 2007 con la prova del nove. Il secondo album. Lo ascolto per dovere, perchè ai tempi scrivevo per Sonic, credo non ne avrei avuta alcuna intenzione se sciolto da vincoli.&lt;br /&gt;E invece il gruppo tira fuori le palle e da alle stampe una pietra miliare del genere a mio modesto parere.&lt;br /&gt;Nonostante la voce impostatissima e palesemente finto-Curtis di Tom Smith.&lt;br /&gt;Nonostante il chitarrista non sia capace di suonare due corde contemporaneamente.&lt;br /&gt;Nonostante il batterista assomigli più a una drum machine che a parte di una sezione ritmica.&lt;br /&gt;Nonostante l'effetto digitale domini sul riff.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste sono le critiche principali rivolte al combo di Birmingham. E sono sacrosante. E magari sufficienti a cestinare un gruppo.&lt;br /&gt;Ma plagiare i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Joy Division&lt;/span&gt; non è un crimine, è una tendenza innata in chiunque sia giunto dopo di loro. Sviluppare le idee di una band che non ha avuto il tempo di esprimersi compiutamente mi appare più come un servigio reso all'umanità musicale piuttosto che come un falso appropriarsi di meriti altrui. Non mi pare un mistero per nessuno che le due band siano una figlia dell'altra. Figuriamoci se non lo sanno loro stessi.&lt;br /&gt;E poi c'è plagio e plagio.&lt;br /&gt;Se plagio significa un disco come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;An end has a start&lt;/span&gt;, ben benga il plagio.&lt;br /&gt;Perchè prima di tutto non è un autoplagio. Perchè c'è del lavoro dietro e si nota.&lt;br /&gt;E perchè dal vivo sono dannatamente bravi e coinvolgenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanti gruppi dell'entourage indie-newwave-danzereccio saprebbero aprire ai R.E.M. senza colpo ferire?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-4672439956735939399?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/4672439956735939399/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/03/apologia-del-plagio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/4672439956735939399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/4672439956735939399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/03/apologia-del-plagio.html' title='Apologia del Plagio'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-1418626760895936178</id><published>2009-03-05T02:27:00.003+01:00</published><updated>2009-03-05T03:04:38.554+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>Testamento di un portapizze</title><content type='html'>Lavorare.&lt;br /&gt;Questa parola mi ha messo paura per circa diciotto anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già mi vedevo in fabbrica a sgobbare sotto le frustate di un capo che digrignava i denti e urlava di far più veloce, di far meglio, di fare anche se non c'era da fare.&lt;br /&gt;Poi la mia vita ha cominciato a prendere una piega decisamente costosa, troppo per uno che non ha mai avuto la paghetta fissa da mamma e papà, pur ottenendo senza troppe battaglie tutto ciò di cui aveva bisogno (e talvolta anche cosuccie molto superflue.. anche se ancora mi rode che mio cugino più piccolo avesse il Gameboy e io potessi solo sognarlo).&lt;br /&gt;Quindi decido che è ora di finirla di chiedere con somma vergogna soldi, e di iniziare a guadagnarli.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://nuke.partenosegway.it/Portals/0/Pizzafest-1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 173px; height: 230px;" src="http://nuke.partenosegway.it/Portals/0/Pizzafest-1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono un cultore della pizza. Ci capitava in famiglia di comprarla per asporto, qualche domenica (potendo evitavamo, ricordo interminabili attese rese ancora più nevrotiche dalle puttanate scritte sui giornali scandalistici). Alle feste delle medie prendevo sempre la margherita, la viennese se proprio avevo fame. Snobbavo la patatosa. Troppo americana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trovarmi dall'altra parte del bancone è stato per certi versi illuminante. L'attesa diventava una corsa contro il tempo, l'enorme varietà di pizze ordinate mi ha fatto capire che in fondo ci si può gustare una pizza andando oltre il perfetto matrimonio di mozzarella e pomodoro. Ma al di là di quello che accadeva in quei 20 metri quadrati, io ero quello che concretizzava più perfettamente il termine "asporto". Le asportavo in giro per le case di Padova affrontando le strade al volante, con l'occhio fisso sull'orologio e l'altro sull'indirizzo di destinazione. Le orecchie sempre impegnate dall'autoradio che macinava infinite playlists. Talvolta, quando andavo a colpo sicuro dal cliente abituale, mi lanciavo in canti struggenti o spensierati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entravo nelle case degli altri con curiosità antropologica, rimanendo discretamente sull'uscio se non invitato a fare diversamente. A volte si potevano scorgere altre stanze, altre invece era sufficiente lo sguardo per comparare gli ingressi delle diverse case. Si ha a che fare soprattutto con condominii, spesso dalla facciata in netta contraddizione con interni personalizzati o semplicemente trascurati. Non saranno i palazzi parigini haussmaniani, nè le villette a schiera tutte uguali alla periferia di Londra, ma si coglievano in ogni caso elementi significativi, mentre si cerca il resto nel marsupio (niente mancia?? e allora io ti scruto la casa, stronzo!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi sono gli estremi.&lt;br /&gt;Portare pizze alle battone ad esempio. E ricevere proposte subito dopo un cordiale e politicamente corretto "ecco a lei, grazie".&lt;br /&gt;Portare pizze in una sauna frequentata da gay e farsi mangiare con gli occhi, come se non si avesse una pizza fumante a fianco.&lt;br /&gt;Portare pizze in una casa che non c'è, perchè la numerazione finisce 5 numeri più indietro.&lt;br /&gt;Portare pizze in una  residenza universitaria e cercare la stanza per ore.&lt;br /&gt;Portare pizze a donne bellissime per le quali tu rimarrai comunque il ragazzo delle pizze, e mentre sali in macchina per tornare alla base pensi che già l'ami, e annusi i suoi venti euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi c'è la serata in cui non fai un cazzo (la grande crisi per i pizzaioli, e per chiunque altro commerci beni superflui, è già iniziata da un anno e passa ma nessuno lo sa) e ti trovi a parlare con dei cordiali capi che impostano un rapporto confidenziale di lavoro/amicizia, ad ascoltare i loro discorsi così lontani dalla tua vita, dalle tue abitudini e dai tuoi pensieri, trovarti a considerare cose che mai avevi ponderato, altre che mai avresti voluto ponderare, altre che fai finta di ponderare perchè sei pur sempre dipendente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bello del portapizze (o il brutto) è che non sai mai, mentre vai al lavoro, che serata ti aspetta.&lt;br /&gt;Anzi no.&lt;br /&gt;Se hai poca benzina stai certo che lavorerai tantissimo.&lt;br /&gt;Le altre volte quando in fondo in fondo che si lavori o meno per te è uguale, la sorpresa non manca mai. Lunedì di fuoco e sabati scialbi; mance generose o consegne impossibili...ben diverso dallo stesso identico pistone duemila volte sul nastro trasportatore, non una di più, non una di meno.&lt;br /&gt;La città cede ogni segreto, ogni vietta (se cercate un luogo per scopare indisturbati in macchina mandatemi una mail, soddisfatti o rimborsati). La guida diventa di giorno in giorno sempre più consapevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho la passione per le persone. E a grazie a questo lavoro ho conosciuto ogni singolo tipo di italiano medio (e una buona percentuale di stranieri). Sempre medio per quanto estremo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E stasera metto tutto nel bagaglio e lo chiudo. Perchè quella in via fornasari 14, dal signor Marchioro, è stata la mia ultima consegna dopo due anni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-1418626760895936178?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/1418626760895936178/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/03/testamento-di-un-portapizze.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/1418626760895936178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/1418626760895936178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/03/testamento-di-un-portapizze.html' title='Testamento di un portapizze'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2858461534417734189.post-3246426720909918693</id><published>2009-03-03T17:04:00.003+01:00</published><updated>2009-03-03T18:46:52.161+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>Ritorno al futuro: parte prima</title><content type='html'>Ormai non è più un mistero per chi mastica musica che le ere si ripresentano a cicli di circa 20-30 anni con buona approssimazione. Io ne compio 22 questo novembre e se ai &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Blue&lt;/span&gt; è concesso un Greatest Hits dopo due album e 3 anni di attività, mi sento in diritto di poter tirare le somme.&lt;br /&gt;La mia generazione ha scoperto i vinili troppo tardi, quando ormai diventavano simulacro di un passaggio che fa vintage che fa cool che fa nonsobeneperchèlocompromavafatto. Le musicassette da mangianastri sono rigorosamente divise su tre cassetti: quelle delle fiabe sonore (da un classicissimo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gatto con gli stivali&lt;/span&gt; a una più fantasiosa, moderna e suggestiva &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Cappello di Subiki&lt;/span&gt;); le cassettine vergine da novantaminutinovanta (altro che Cd) zeppe di canzoncine rubate alle dirette radio: pezzi tagliati, dj invadenti, disturbi di frequenza immortalati per sempre; le pochissime cassette originali con tanto di booklet: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dove c'è Musica&lt;/span&gt; di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ramazzotti&lt;/span&gt;, e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La dura legge del gol&lt;/span&gt; degli &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;883&lt;/span&gt; su tutte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma tuttosommato i miei ricordi di persona cosciente partono da un periodo in cui il nastro già agonizzava di fronte al Cd e alla meraviglia di poter andare esattamente all'inizio della canzone successiva per saltare i pezzi riempitivi, in spaventoso aumento con l'estensione della durata dell'l.p.&lt;br /&gt;Già il cd. Il mio primo fu &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spice&lt;/span&gt;, delle &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Spice Girls&lt;/span&gt;. Ventimila lire. Dal fotografo vicino a casa.&lt;br /&gt;Poi &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mtv&lt;/span&gt;. E il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Festivalbar&lt;/span&gt;. Lo vinceva sempre &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vasco Rossi&lt;/span&gt;. O &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ligabue&lt;/span&gt;. Sembrava un valzer. Un anno uno, un anno l'altro. E per quel palco giravano anche fenomeni da One Hit Wonder: la cosmopolita &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sonique&lt;/span&gt; e il suo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;It Feels So Good&lt;/span&gt; spaccapiste. I &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Coors&lt;/span&gt;, che nessuno si ricorda più. La miracolosa &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lene Marlin&lt;/span&gt;, interpretata divinamente da una mia compagna alla festa di fine anno delle medie. Gli &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sugar Ray&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Billie Myers&lt;/span&gt; e la sua &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Kiss The Rain&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Midge Ure&lt;/span&gt; con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Breathe&lt;/span&gt;, che alle ragazzine piaceva un sacco, mentre gli &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ultravox&lt;/span&gt; stavano sotto l'impietosa polvere degli anni 80.&lt;br /&gt;E poi c'erano le canzoni che "se le ascoltavi eri truzzo":&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Prezioso&lt;/span&gt;, gli &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Eiffel 65&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gigi D'Agostino&lt;/span&gt;, i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vengaboys, Robert Miles&lt;/span&gt; (i Vengaboys???????). &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ricky Martin&lt;/span&gt; e i suoi figli illegittimi e improponibili: Enrique Iglesias, Chayenne, un sacco di altra merda di quando bastava un te quiero caliente a incantare una folla alle prime esperienze con gli ormoni.&lt;br /&gt;Gli &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Aqua&lt;/span&gt; meritano un discorso a parte. Perchè ok, industria a parte, erano geniali. E hanno ricordato al mondo che esisteva anche la Scandinavia, che l'eurodance non era morta, che si poteva parlare di sesso e piacere ai bambini. E che fare una melodia così non è complesso, ma difficile.&lt;br /&gt;Si chiamavano anni 90 e per me vanno dal 94 al 99. Hobsbawm avrebbe parlato di decade breve. Io molto più umilmente allego ragioni anagrafiche e musicali. Nel 99 Mtv trasmetteva i primi singoli tratti da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Americana&lt;/span&gt; degli &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Offspring&lt;/span&gt;, e io mi ero appena inspiegabilmente perso &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nimrod &lt;/span&gt;dei &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Green Day&lt;/span&gt;. Di Kurt Cobain ricordo poco o nulla.&lt;br /&gt;Così comincio a irrobustire i miei suoni e a "pensare panc" fino a disinteressarmi di qualsiasi cosa non lo sia (e talvolta a farmi piacere per forza vecchi mostri sacri che lo sono davvero ma che non mi dicono null'altro). Ma quando si vive nel mondo non si possono non sentire i suoni del mondo. E' per questo che oggi se sento canzoni mainstream di quegli anni non ci metto molto a rintracciare un ricordo a cui siano collegate.&lt;br /&gt;Adesso che c'è YouTube poter vedere i video sgargianti e pacchiani di quella decade breve mi risveglia ciò che mi sono perso, accecato dal dio panc.&lt;br /&gt;Mi fa sentire vecchio, consunto e anche un pò sfigato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi ero dimenticato che sono figlio dei synth.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2858461534417734189-3246426720909918693?l=tacquino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tacquino.blogspot.com/feeds/3246426720909918693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/03/ritorno-al-futuro-parte-prima.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/3246426720909918693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2858461534417734189/posts/default/3246426720909918693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tacquino.blogspot.com/2009/03/ritorno-al-futuro-parte-prima.html' title='Ritorno al futuro: parte prima'/><author><name>INFORMAEmentis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12432105518756005926</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
