giovedì 19 marzo 2009

Esercizi di scrittura: Parte II

"Mi faccio da mangiare"
1000 battute

L'etichetta col codice a barre non mentiva: funghi porcini.

Sarà, ma io li ricordavo diversi, di un marrone acceso, con qualche imperfezione, magari anche un verme appiccicato, un po' sporchi di terra, con lo stesso fascino di un trofeo conquistato con fatica.

Non c'è poesia in queste “T” beige tutte uguali.

Mio nonno passava ore, seduto sempre al solito posto, come un patriarca, a spazzolarli, levare la terra, tagliare i gambi con una minuzia da orologiaio.

Io invece non dovevo far altro che bucare il cellophane e schiaffarli sulla padella dove l'olio già zompettava.

Una mattina, una delle tante, di porcini ne trovammo tantissimi. Enormi. Splendidamente imperfetti. Fotografai la cesta, e il nonno, a metà fra il commosso e l'orgoglioso, chiese di poter avere le foto. Il rullino si mischiò ai dieci di quelle vacanze, e poi ai cento non sviluppati a casa.

Il nonno continuò per anni a chiedermi le foto di quella che restò la nostra più grande vittoria nel bosco. Mi promisi di trovarle prima che morisse. Non mantenni la promessa.

E sulla padella ci metto una cotoletta.

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